Starbucks spiegato bene

Da un post di Luca Romano - Dicembre 2016

on

Anche se non sono parole mie, ecco come la penso anche io riguardo a Starbucks e i piccoli imprenditori in generale:

Scena #1: Brescia, piazzale della stazione, ore 10.10 del mattino (di ieri).


Ho appuntamento alle 11.30, ho il portatile dietro e l’idea è di fare colazione e scrivere qualcosa. Mi dirigo verso un bar.


“Buongiorno, avete per caso a disposizione un tavolino vicino ad una presa di corrente?”
“Eh no”
“Ah… perché avrei bisogno di caricare il portatile…”
“Eh, ho capito, se faccio caricare questo e quell’altro a tutti i clienti poi sai che bolletta mi arriva?”
“Capisco, grazie, arrivederci”.


La scena si ripete uguale nei 5 bar successivi, anche se con toni un po’ meno sprezzanti e maleducati da parte del titolare. Alla fine mi rassegno a lavorare senza corrente, mi siedo nell’ultimo bar in cui sono entrato e ordino la colazione mentre butto giù un pezzo. Cappuccino, croissant, succo di frutta, fanno 4.80.


“Posso pagare con la carta?”
“No”
“Ma scusi, il POS ce l’avete”
“Eh sì, ma è solo per conti superiori a 12 euro”
“Come mai?”
“Non voglio pagare la commissione alla banca”
“Capisco, per curiosità, a quanto ammonta la commissione?”
8 centesimi… ma sai, 8 centesimi uno, 8 centesimi l’altro, a fine mese ci perdo un bel po'”.


Tiro fuori i 50 euro che avrei volentieri evitato di cambiare, e pago.

Scena #2: Milano, stazione centrale, ore 13.10 (di oggi).


Il regionale delle 13.18 per Torino è stato soppresso, perché Trenitalia è una grande azienda e le ferrovie siriane sotto le bombe sono probabilmente più efficienti; dopo aver valutato due bar in cui non c’è né il WI-FI né una presa di corrente, nel terzo individuo un tavolino accanto ad una presa.

Mi accingo a caricare il cellulare quando il cameriere mi ferma:


“No guardi che quella presa non funziona, le hanno disattivate”


Nello stesso gruppo di prese ce n’è una a cui è attaccato un apparecchio del bar, che funziona, quindi faccio finta di non aver sentito e infilo il caricabatterie, che puntualmente vibra.


“No guardi, funziona”
“Eh… si vede che questa non l’hanno disattivata. Però non dovrei fargliela usare. Il titolare non vuole”
“Guardi, io ho bisogno di caricare il telefono: se mi fa usare la presa, mi siedo e consumo, altrimenti me ne vado”
“Va beh, si sieda, tanto il titolare non c’è”


Ordino un caffè e un dolcino, quando me li porta chiedo:


“Scusi, le faccio una domanda, per pura curiosità: come mai non mettete le prese a disposizione dei clienti? Siete un bar in una stazione, può capitare che uno voglia ricaricare il telefono o il portatile mentre aspetta il treno, magari deve lavorare. Dareste un servizio migliore ai vostri clienti”

“Il titolare ha paura che poi i clienti stiano seduti troppo tempo; in teoria lui vorrebbe che quando hanno finito di consumare noi li facessimo alzare, ma legalmente non possiamo farlo… però non vuole che si trattengano”.

Finisco di bere il caffè, con molta calma, e poi vado al treno.

Ricordiamoci di questi stronzi quando qualcuno aprirà uno Starbucks nel piazzale della stazione, col wi-fi gratuito a banda larga, le charging station per iPhone e Samsung a tutti i cazzo di tavolini, e il pagamento con carte contactless anche per 90 centesimi, e porterà loro via anche le mutande del bambin Gesù nel presepio con un caffè di qualità inferiore.


Ricordiamocene, perché quel giorno questi figli di puttana andranno a scrivere su Facebook che è colpa della globalizzazione, delle multinazionali e dell’Euro, e si faranno le foto coi cartelli “non comprate dalla grande distribuzione, supportate le piccole attività”.


E io quel giorno risponderò, con viva e vibrante soddisfazione “ma fottetevi”

(Da un post di Luca Romano – dicembre 2016)

Internauta dal 1994, studente del corso di Laurea in Tecnologie Informatica in UNICAM, sono sviluppatore e sistemista Linux dal 2000. Fondatore di LEAD MAGNET S.r.l. e ManagedServer.it azienda di Hosting WordPress / WooCommerce ottimizzato e sistemistica Linux orientata alle performance. Vivo ad Arad in Romania dal 2018.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.