Vaccini : lo spettro dell’Europa sulle decisioni nazionali.

Come risolvere il problema intelligentemente.

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Sebbene io abbia un mio ben preciso punto di vista sulla questione dell’obbligo vaccinale, supportata da dati statistici inopinabili, tralascio volutamente di addentrarmi in quel classico di pensiero che potrebbe sollevare dubbi e domande a chi la pensa diversamente.

Voglio focalizzare questo post su un punto accordato all’unisono di chi si trova a dover o voler evitare l’obbligo vaccinale attualmente in pugno del Decreto Lorenzin (ormai legge) che col suo Ricatto Sociale ben congegnato vieta la scuola a chi non è in regola con le 10 vaccinazioni previste.

C’è un grosso Tram tram tra i free vax e i no vax, che in maniera costante e cadenzato promuovono forme di dissenso e proteste pacifiche come fiaccolate, manifestazioni e convegni chiedendo l’intervento di esponenti di gruppi politici quali Lega e M5S che ad oggi rappresentano la maggioranza al governo dopo le ultime tribolate elezioni.

Sebbene da parte della maggioranza sembra esserci a quanto pare una volontà latente di sovvertire a livello politico il vergognoso decreto Lorenzin, anche un ipotetico successo potrebbe trasformarsi in un sonoro e irrimediabile fallimento.

Il classico Free Vax infatti fa un affidamento totale alla maggioranza al governo di questo paese conscio del loro programma elettorale che ha basato la sua propaganda su un concetto chiaro e palese come quello della volontà di abolire l’obbligo vaccinale con uno slogan ripetuto come una nenia “Raccomandazione si, obbligo no“.

Facciamo finta che domani venga rimosso l’obbligo vaccinale come requisito per accedere al sistema scolastico.

In questa ipotesi, forse remota ma comunque probabile, se ne contrappone un’altra praticamente certa.

In un contesto di lobbing e disease mongering (ovvero la tendenza a incrementare la nosografia – ossia la descrizione e la classificazione delle malattie – e la promozione della lotta contro varie patologie allo scopo di trarne profitto) è palese quanto certo che l’Europa si esprimerà verso tutti gli stati membri dell’unione rincarando l’obbligo vaccinale probabilmente anche con nuovi vaccini.

In questo contesto non c’è nessuna protesta che possa portare ai risultati sperati, ne tanto meno fare appello ai beniamini politici di turno tanto amati quanto votati.

L’Europa avrà la prevalenza su qualsiasi decisione voluta a livello nazionale.

Qual è il vero problema ?

In primis focalizziamo su quale sia il problema.

Il problema non è la legge ma gli effetti che essa produce, ovvero un ricatto sociale verso i genitori che suona pressapoco così : “Se non vaccini tuo figlio, io non lo faccio entrare a scuola.“.

E’ ovvio che in un contesto in cui l’obbligatorietà della scuola inizia con le scuole elementari a 6 anni, questi politicanti con il loro vergognoso decreto ormai legge hanno potuto ricattare tutta quella fascia di bambini e genitori che si troverebbero a dover frequentare il nido dell’infanzia e la scuola materna.

La soluzione sicuramente non è quella di tenere a casa il bambino per due diversi ma fondamentali bambini :

  1. Possibilità : oggi i genitori non hanno la possibilità economica per poter tenere a casa un figlio nemmeno volendo. Con un approccio al lavoro consolidato in cui ormai lavorano tutti e due i genitori per sbarcare il lunario è improponibile riuscire a tenere a casa i propri figli rinunciando al lavoro, o facendo affidamento ai nonni che a differenza di 30 anni fa di fatto lavorano anche loro nella maggior parte dei casi.

  2. Danno di apprendimento : a differenza di quanto sostengono, pretendono e propongono i vergognosi promotori della legge Lorenzin, sebbene asilo nido e scuola materna non siano scuola dell’obbligo (e pertanto suscettibile ad essere usata come arma del ricatto sociale No Vaccini no scuola), è riconosciuto da tutti i pedagogisti, come una buona formazione in queste fasi della vita sia propedeutica alla formazione di un individuo psicologicamente sano ed equilibrato, un futuro individuo integrato nella società e nelle dinamiche sociali di essa.

A prescindere dai vari approcci di insegnamento classici, montessoriani o altro è inopinabile come la frequentazione di un percorso formativo da 1 a 6 anni siano fondamentali allo stesso modo di come lo possa essere un buon riscaldamento per una ginnasta che sta per salire in pedana per la sua esibizione olimpionica.


Qual è la soluzione dunque ?

Se il problema è il ricatto sociale, in cui lo Stato (o una parte di esso) ti vieta l’accesso ai SUOI strumenti e alle SUE strutture (sebbene siano stati costruiti con i soldi delle tue tasse), il dovere di ogni genitore che desidera la libertà vaccinale è quello di creare una realtà alternativa a quella della scuola di stato ministeriale.

Ovvero dare a Cesare ciò che è di Cesare, praticamente dare indietro tutte le offerte statali per scegliere di non volere e non pretendere nulla da uno stato inefficiente dimostratosi in più casi traditore e contrario ai diritti fondamentali dell’individuo, nell’interesse dell’individuo.

Bisogna creare un modello di aggregazione ed educativo alternativo alla scuola classica che oggi conosciamo, andare di fatto incontro ad una soluzione che viene creata senza chiedere nulla a nessuno, tanto meno ai politici o ai vergognosi esponenti di stato o europei.

Un modello di scuola sostenibile e replicabile.

Una scuola del genere deve essere in primis una non scuola quanto meno nella forma per evitare l’estensione della legge a tutti quei luoghi che come denominazione hanno la parola scuola.

Deve essere assolutamente autosufficiente e non far affidamento su sovvenzioni statali.

Deve essere a norma di legge per ciò che concerne la sicurezza degli edifici, la mensa e tutti gli aspetti che oggi in una scuola statale sono regolamentati oltre che da leggi anche dal buon senso.

Non parliamo di scuole del bosco, home schooling o situazioni singolari create da qualche volenteroso pressapochista, ma di un vero modello studiato nei minimi dettagli pronto ad essere scalato e replicato su scala nazionale.

Allo stesso modo di come i testimoni di Geova creano in autonomia i loro luoghi di culto senza chiedere nulla allo stato, si dovranno creare in autonomia strutture alternative alle scuole di stato.

Un modello del genere dovrebbe tenere conto dei seguenti aspetti :

 

  1. Forma dal punto di vista legale : sarà un centro di aggregazione, sarà un sistema di scuola paritaria, sarà altro ? Comprendere bene questo punto per sfuggire alle leggi e ai ricatti estesi ed estendibili ad altre realtà.

  2. Sostenibilità economica : bisogna calcolare i costi di affitto di una struttura adeguata, i costi del personale e delle insegnanti, il costo di servizi accessori come la mensa e via dicendo. Se il modello è basato sul modello primitivo oltre che sociale del dare/avere nessuno si sentirà usato e il modello sarà equo e sostenibile.

  3. Sistemi di autofinanziamento : in un contesto in cui lo stato non ti offre il servizio di istruzione è legittimo e pacifico adeguare le proprie scelte di conseguenza. Iniziare ad esempio a pagare meno tasse al fine di poter affrontare in modo sereno e non gravoso il punto 2. Sebbene questo aspetto possa essere fatto per alcuni individui tramite protesta fiscale o semplice evasione, sarebbe bene approcciare ad un sistema legale facendo uso dei mezzi e cavilli che la legge offre a disposizione.


Ghettizzazione come forma di sopravvivenza.

Sebbene qualcuno possa storcere il naso a fronte di questa proposta, va precisato che questa proposta è attualmente l’unica possibile e conseguibile se si vuol sfuggire all’obbligo vaccinale e continuare a dare un servizio educativo e formativo ai nostri figli.

Qualcuno ha chiamato questa proposta con un tono quasi dispregiativo “Ghettizzazione”, ma la storia insegna che la ghettizzazione non è mai stata una scelta degli altri, quanto delle minoranze che ghettizzandosi hanno avuto la possibilità e la capacità di unire le forze per creare soluzioni alle problematiche comuni.

Socialmente parlando questo avviene quotidianamente per tutte le minoranze all’interno a gruppi di maggioranze ostili, che sia il quartiere nero ad Harlem o la Chinatown, piuttosto che Moschee e altri luoghi di culto minori in un contesto diverso da quello loro.

E’ tempo di evolvere e fuggire al loro vergognoso ricatto. Una volta che si può far a meno di loro non avranno più nulla a pretendere e qualora lo avessero a quel punto sarà legittimata la guerra.

Quella vera.

Internauta dal 1994, studente del corso di Laurea in Tecnologie Informatica in UNICAM, sono sviluppatore e sistemista Linux dal 2000. Fondatore di LEAD MAGNET S.r.l. e ManagedServer.it azienda di Hosting WordPress / WooCommerce ottimizzato e sistemistica Linux orientata alle performance. Vivo ad Arad in Romania dal 2018.

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