TIM Cede la Rete a KKR. Una tragedia annunciata.

Era così ovvio che quasi mi dispiace dirlo: ma eccoci qua, al gran finale della commedia “TIM Cede la Rete a KKR”. Ah, gli scettici! Quelli che credevano che fosse solo un’idea balzana, una di quelle fantasie che ti vengono mentre aspetti il treno. E invece, eccola là, la grande rete italiana di TIM, venduta non a un’altra azienda del settore, ma a un fondo d’investimento Americano con il direttore un Ex capo della CIA.

Un applauso, per favore, per questa previsione così sorprendente che nemmeno Nostradamus l’avrebbe potuta fare!

Ragazzi, ma seriamente, era più che prevedibile. Guardate quante altre compagnie hanno già ceduto le loro reti: Telefonica, Vodafone, e chi più ne ha più ne metta. Non era una previsione, ma un trend in piena regola, e TIM si è semplicemente accodata al carro. Prevedere il futuro? Più facile che vincere a “Indovina Chi?”.

Ora, cosa succederà a questa gloriosa rete? KKR, con il suo occhio sempre attento al portafogli degli azionisti, probabilmente non investirà un euro in più, limitandosi a spremere la rete finché regge. Quando sarà obsoleta, probabilmente la smonteranno pezzo per pezzo come un vecchio Lego, vendendola al miglior offerente. O magari, faranno la faccia triste allo stato e investiranno soldi altrui.

I clienti? Oh, poveri clienti. Vedranno il servizio andare in malora, con la speranza di miglioramenti che svanisce come fumo. E poi c’è il problema della Net Neutrality, quella roba approvata per far contenti i GAFAM, mentre le telco corrono dietro alle briciole lasciate dal banchetto dei giganti dell’IT.

Le telco si fanno carico degli investimenti, e i GAFAM raccolgono i frutti. Un bel gioco per loro, ma un pessimo affare per le telco. E così, la rete diventa una patata bollente che nessuno vuole tenere in mano.

I GAFAM sono un acronimo che raggruppa i nomi di cinque giganti della tecnologia e dell’innovazione a livello mondiale: Google, Apple, Facebook (ora Meta), Amazon e Microsoft. Queste aziende hanno acquisito una notorietà e un impatto globale straordinari, influenzando profondamente aspetti della vita quotidiana, dell’economia, della cultura e persino della politica.

Alla fine, la vera questione è semplice: il denaro comanda. Tutte le discussioni su AGCOM, Net Neutrality, e chi più ne ha, più ne metta, alla fine si scontrano con la realtà fredda e dura dell’economia. La politica e le delibere possono andare a farsi friggere quando si parla di soldi veri.

Il settore delle telecomunicazioni è in crisi ovunque. Non importa quello che dicono i report e le analisi: lavorando nel settore da anni, posso dirvi che la situazione è critica. E perché? Perché le regole della Net Neutrality, così care ai GAFAM, impediscono alle telco di chiedere un giusto compenso a chi veramente guadagna usando le loro infrastrutture.

E ora, cosa ci aspetta? Due scenari possibili: o le telco finiranno nelle mani di operatori americani (auguri a tutti, se pensate che in USA il rapporto costo/banda sia accettabile!), oppure KKR, dopo aver spremuto il limone, deciderà di fare spezzatino con la rete, vendendola a pezzi.

Da ora in poi potremmo vedere solo i prezzi aumentare e la qualità diminuire irrimediabilmente.

Nemmeno ad un mese dalla vendita ecco che l’AD ha già annunciato AUMENTI :

TIM, l’AD Labriola avvisa: il mercato delle telecomunicazioni “non può più funzionare”

Pietro_Labriola

Per noi di TIM, investimenti e pianificazione sono l’unica risposta possibile, ma comincia a diventare sempre più difficile immaginare un futuro nel quale il consumo dati possa continuare ad essere considerato unlimited.
Perché a un certo punto le reti potrebbero essere a rischio non solo per l’assenza di investimenti ma anche perché sarà impossibile garantirne la pianificazione, creando rischi sulla continuità di servizio stesso.
Il ritorno economico non può più essere considerato un nice to have mentre la continuità di servizio un must have. Entrambi debbono viaggiare di pari passo.

 

Trovate l’articolo originale qui : https://www.dday.it/redazione/47800/labriola-tim-aumenta-il-consumo-di-dati-e-scendono-i-prezzi-non-e-sostenibile

@marcomarcoaldi

Telecom Italia Mobile TIM venduta ad un fondo Americano KKR. una vergogna. #tim #telecomitaliamobile #kkr #vivendi

♬ suono originale – Marco Marcoaldi

Rispondi